domenica 28 dicembre 2008

Senza titolo

Lista bianca del natale 2008
Bimbi
Dolci
Luci
Neve
Occhi che scintillano
Riposo
Cartoni animati
Amici

Lista nera del natale 2008
Xmas card che le persone comprano per fare gli auguri via sms gratis con un numero diverso dal solito evitando di firmarsi
Visite (da fare e da ricevere) di parenti pressoché ignoti
Casa grande ma spazi stretti
Fantasmi di giocate a carte/tombola

Altro che corso di negoziazione, signori!
Io ho ricevuto un addestramento quasi militare alla negoziazione. Quale migliore palestra della famiglia? Le vacanze di natale, lunghe, in famiglia mi permettono di rievocare tecniche apprese in tenera, tenerissima età. Meccanismi che il resto dell’anno mi impegno a dimenticare.
Ma così è, se vi pare.

giovedì 18 dicembre 2008

È inverno e c’è la neve

cammino veloce per le strade deserte. I passi soffici, il silenzio bianco. Passo il ponte, prendo la strada grande con le macchine veloci. Non c’è nessuno. Incrocio una persona. Hi, hi. Sorrido con le guance rosse dal freddo, dal passo, dall’emozione, dall’imbarazzo, dalla sfida.
Ho perso il controllo ma va bene così. È quasi motivo di orgoglio per me. Ogni tanto fa bene sentirsi outsider, puoi concederti cose che di solito fai fatica anche ad immaginare. Si, io sono anche così. Sono capace anche di questo. In realtà posso essere quello che voglio. Qualcuno lo chiama libero arbitrio, salvo poi mettere i paletti affinchè si possa giudicare quanto libero sia. Più evoco le immagini della sera prima, più cammino veloce e non sento la fatica. Il tumulto che ho dentro stride piacevolmente con il candore ovattato che mi circonda. Prendo la viuzza piccola sulla collina e poi giù sul fiordo. Candele in ogni dove, occhi che non mi lasciano, movimento privo di qui ed ora. Si, mi sono molto divertita. Le sovrastrutture sono andate a farsi benedire. Non c’è per forza il nero o il bianco. Mi lascio attrarre dal grigio. È così difficile riuscire a godersi le sfumature. Arrivo finalmente alla casetta sul fiordo, ho camminato per un’ora in mezzo alla neve, sono piena di silenzio. È bellissimo. Una tazza fumante e il calore dell’amicizia. Quella con cui riesci a stare bene anche in silenzio. Bellissimo, davvero.

martedì 9 dicembre 2008

è natalo

voltiamo pagina. mi sono stancata di avere come prima vomitino&io. si, è venuto a trovarmi un sacco di altre volte da allora ma non sto qui a roccontarvi. di che parliamo? ... ... ... prima mi erano venuti un paio di spunti carini ma non ero in condizione di scrivere e ora...bo! sono al chiodo aspettando di andare a teatro. in effetti non ricordo cosa vado a vedere. ma recita un'amica di una mia amica. avevo dimenticato che avevo quest'impegno. per fortuna c'è l'agenda. e per fortuna stamattina ho messo la sciarpa, già mi gratta la gola. comunque ultimamente non ricordo un sacco di cose. la settimana scorsa ho dato forfait per una cena per cui avevo parlato con due persone perchè non me ne sono ricordata e ho preso un altro impegno. qualche settimana fa ho fatto uno show, tornando a casa alle due di notte dopo che l'aereo era atterrato verso le 11 perchè non trovavo la carta d'identità. eh l'avevo lasciata sull'aereo. mi ci ero seduta sopra e buonanotte.

ah, ho appena ricevuto LA notizia. bene. ora dobbiamo aspettare L'ALTRA notizia. contenta? si si. è solo che le cose quando le aspetti da un sacco di tempo poi ti affezioni a quello stato di attesa. almeno io sono così. ho i miei tempi. un po' lunghetti. tra un po' sarò contenta contenta, di sicuro.

e quindi...è natalo. riinizierò il libro che da tre anni non riesco a finire e riprendo a natale visto che è una raccolta di natale, appunto. particolarmente demenziale stasera. mi sento la protagonista di un trailer di maccio capatonda.

lunedì 24 novembre 2008

Vomitino&Io

Oggi pomeriggio sono sempre stata in compagnia del mio amico Vomitino. È arrivato già quando ero in taxi, anzi ancora prima quando mi avevano confermato che la riunione non era ahimè annullata (io ho chiamato per sicurezza, stando in Italia non si sa mai, magari era crollato un tetto). Entriamo (io e Vomitino) con 10 minuti di anticipo e troviamo il lungo tavolo ovale già pieno per metà. Età media 60 anni, anno più, anno meno, quasi tutti canuti e tracagnotti, al di là del tavolo gli ambasciatori, i ministri plenipotenziari, gli onorevoli ex ministri che non hanno faticato a procurarsi un comodo cappello istituzionale altro, avvocati inservienti di cui uno spicca per goffagine e servilismo quando vicino a chi gli fa portare la sua borsa, audacia e spocchia che si tramutano in due belle scocche rosse quando parla al microfono, per rivolgersi all’altra metà del tavolo, fatta di accademici e professionisti, disincantati per lo più, ma sempre pronti all’accondiscendenza, pieni di complimenti e di congratulazioni e di io io io, nel caso ci fossero un giorno dei soldi da spartire, sarebbe giusto darli a io io io. Vomitino non mi lascia in pace un attimo e continua suggerirmi che proprio non ci sarebbe motivo per tutto questo inchinarsi visto che è la quarta volta che ci riuniamo e siamo ancora all’approvazione dello statuto. Bah. Per fortuna Vomitino non mi disturba quando caccio le mie carte e mi metto a leggere. Nel frattempo la sala si riempie e l’età media aumenta. Gentilissime rappresentanti del gentil sesso: tre. Tre su boh, tipo trenta persone. Una delle tre era ovviamente la segretaria, temo molto personale, del pleniplurionorevole presidente di turno. Per essere bella era bella, eterea, labbra vermiglio e bustino sottogiacca molto sexy. Credo che spuntasse anche del pizzo nero. Comunque, mentre cerco di tenere a bada Vomitino spiegandogli che essere in gamba per una donna non deve per forza significare essere uguale all’Angelona Merkel, il mio angelo caduto sillaba qualcosa e visibilmente sconvolta, rivolta al suo pigmalione, confessa che l’elenco delle presenze non è aggiornato. Vomitino schizza a 20, io resto a 0.
Riesco a defilarmi dopo solo due ore di tautologie e conduco Vomitino ormai irrefrenabile fuori.
…
Sull’autobus stracolmo verso casa le porte si aprono e sale un signore. Odore forte di alcool. Sorriso senza denti. Dice che la vita è dura, ma questa è la vita. Io sorrido e annuisco. Mi chiede se sono tedesca. No, dico io, italiana. Ah, io ucraino e inizia a cantare una canzoncina, presumibilmente in ucraino. Arriva la mia fermata, gli auguro una buona serata e scendo.

Strano ma Vomitino era sparito. Al suo posto era arrivato Sorriso.